1/05/2015
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1. INTRODUZIONE
1.1 Cosa s'intende esattamente con BovaByte?
1.2 Come si scrive BovaByte
1.3 Ma BovaByte non è una rubrica della rivista The Games Machine?
1.4 Chi sono gli autori dei testi?
1.5 Chi sono gli autori dei disegni?

2. UN PO' DI STORIA
2.1 Com'è nata l'idea di BovaByte?
2.2 A quando risale il primo articolo di BovaByte?
2.3 Posso recuperare il primo numero di BovaByte?
2.4 Com'è iniziata la collaborazione tra BovaByte e le riviste del settore?
2.5 Dove posso trovare i vecchi articoli di BovaByte?

3. COLLABORATORI PIU' O MENO VIRTUALI
3.1 Ma il Pastore esiste veramente?
3.1.1 E la configurazione che pubblicavate era veramente la sua?
3.1.2 Ma davvero si è sposato?
3.1.3 Come mai avete smesso di pubblicarla?
3.2 Chi sono i personaggi che affollano le vostre pagine?
3.3 Chi sono i Banana Brothers?
3.4 Esistono altri personaggi inventati?

4. IL SITO
4.1 Perché c'è il sito di BovaByte?
4.2 Quali pagine avete mantenuto?
4.3 Che fine ha fatto BovaByte.com?
4.4 Dov’è finita la pagina ufficiale del Pastore?
4.5 E la campagna di certificazione Bada Enhanced?

CAP. 1: INTRODUZIONE
1.1 Cosa si intende esattamente con BovaByte?
BovaByte in origine era una fanzine ideata da Paolo Besser e Davide Corrado che, nel lontano 1988, per primi avevano capito che sui computer si poteva anche scherzare. E farlo in modo "professionistico". Chiaramente, oggi, la fanzine non esiste più, e BovaByte (aka Bovas) è il nome d'arte che contraddistingue univocamente Paolo Besser e Davide Corrado. Più o meno come la Gialappa's Band o Elio e le Storie Tese. Tutti gli articoli demenziali riconosciuti "ufficialmente" come scritti dalla coppia in questione vengono firmati come "BovaByte". Vale anche il ragionamento inverso: non esiste BovaByte se non c'è lo zampino di tutti e due.

1.2 Come si scrive BovaByte

Rigorosamente tutto attaccato, e con le due B iniziali maiuscole. E' così da sempre. E' così e basta.

1.3 Ma BovaByte non E' soltanto la rubrica della rivista The Games Machine?

No. La rubrica in questione si chiama in realtà "L'angolo di BovaByte", inteso per l'appunto come uno spazio a disposizione dei due mentecatti in questione, autori dei pezzi ivi contenuti (tranne quando diversamente specificato). Naturalmente, il legame tra BovaByte e TGM è, per motivi storici ancor prima che pratici, estremamente forte.

1.4 Chi sono gli autori dei testi?

Gli autori dei testi sono sempre Paolo Besser e Davide Corrado, tranne in rare eccezioni. In questi casi è prassi dei due Bovas citare sempre le fonti, gli autori, e i suggerimenti ottenuti da terzi.

1.5 Chi sono gli autori dei disegni?

L'autore principale dei disegni è Davide Manzi. La maggior parte delle elaborazioni fotografiche è opera di Paolo Besser. Tranne quando diversamente specificato.

CAP. 2: UN PO' DI STORIA

2.1 Com'è nata l'idea di BovaByte?

L'idea iniziale di BovaByte nasce nella seconda metà degli anni '80, quando i due loschi individui (che all'epoca si erano appena conosciuti presso il liceo scientifico statale B. Cairoli di Vigevano da loro frequentato) scoprono di avere delle amicizie in comune. E che le medesime sono costituite da veri e propri mentecatti. In particolare, ve ne sono almeno un paio che asserivano di essere dei grandi esperti di "compiuter" (erano i tempi del C64), ma in realtà non ne capivano assolutamente una mazza. Da qui, e partendo dal fatto che all'epoca andava di moda mettere la parola "byte" nelle testate delle riviste, l'idea di fondare una fanzine che raccogliesse il "meglio" delle loro cavolate. Il passo per arrivare da Byte a BovaByte è stato veramente breve. Complice un tizio che in un'altra vita si chiamava Ottaviano, ed era l'auriga che conduceva i gladiatori all'interno del Colosseo.

2.2 A quando risale il primo articolo di BovaByte?

Correva il settembre del 1988 e, mentre in tutte le edicole d'Italia faceva capolino la prima rivista interamente dedicata ai videogiochi a 16 bit (una certa The Games Machine, mai sentita?), sui banchi della II E iniziò a girare un giornalino interamente scritto a mano, costituito da un paio di fogli A4 piegati a metà e graffettati alla bell'e meglio. Paolo Besser ne andava particolarmente fiero, perché per scrivere quel numero aveva rinunciato a studiare per l'interrogazione di Latino. Capirete, qualunque cosa era meglio che studiare il Latino...

2.3 Posso recuperare il primo numero di BovaByte?

...purtroppo, le velleità giornalistiche del giovane Paolone s'infransero contro l'ottusità dei compagni di classe, che non capivano l'estro e lo spiccato senso dell'umorismo che permeava quelle pagine. Nel giro di cinque minuti, infatti, il primo numero di BovaByte fu indecorosamente trasformato in un aeroplanino di carta dal compagno di classe Mannucci. Per andare poi definitivamente perduto non appena il medesimo colpì l'immancabile Secchiona Della Scuola: convertito in una pallottola di carta, finì ben presto nel cestino accanto alla cattedra, e non fu mai più recuperato. No, non puoi reperire il primo numero di BovaByte da nessuna parte.

2.4 Com'è iniziata la collaborazione tra BovaByte e le riviste del settore?

Passati due anni dalla pubblicazione (beh, oddio, pubblicazione...) del primo numero, BovaByte aveva assunto una sua connotazione ben precisa, diventando una fanzine scritta pur sempre a quattro mani, ma che dava l'impressione di avere dietro un'intera redazione. In realtà, i due autori praticavano lo sport che tuttora riesce loro benissimo: s'impersonavano negli "altri" redattori, e scrivevano esattamente ciò che avrebbero potuto scrivere loro. La cosa non era particolarmente difficile: i mentecatti in questione esistevano veramente, e i Bovas dovevano solo "esagerarli" un attimino. Gli ultimi due numeri furono inviati alla redazione di Zzap!, che ai tempi vedeva il buon Matteo Bittanti nel ruolo di postaiolo. Citazione sul numero di Gennaio '90, pubblicazione di un intero redazionale sulla posta di Marzo: il Bittanti definisce "agghiacciante" un nostro dossier idiota sulla video-violenza, e ci esorta a non diventare mai dei professionisti. Peggio per lui: il mese successivo siamo in quel di via Cialdini a confabulare con Marco Auletta e Giorgio Baratto, ai tempi i capoccia delle due redazioni. E fu così che da un giorno all'altro i due studentelli di Vigevano si ritrovarono, per così dire, dall'altra parte della barricata. Adesso sapete chi ringraziare.

2.5 Dove posso trovare i vecchi articoli di BovaByte?

ZZAP! - numeri 43 e 45, poi dal numero 64 al numero 73.
THE GAMES MACHINE - dal numero 49 in avanti, pressoché ininterrottamente fino a dicembre 2014.
C+VG - apparizione nella posta del numero 5 (che valse un abbonamento premio!)
ANTOLOGIA DI BOVABYTE - fanzine di 36 pagine autoprodotta e fotocopiata in 50 esemplari.
Esiste persino un diario scolastico (ormai introvabile) realizzato dalla Pigna per Ubisoft. E' in ballo un progetto per il recupero di tutto questo materiale: nel caso andasse in porto, ve lo faremo sapere tramite il sito.
Nota dell'autore: mi sono rotto di scrivere in terza persona. Adesso cambio registro...

CAP. 3: COLLABORATORI VIRTUALI


3.1 Ma il Pastore esiste veramente?
Ebbene sì. Il Pastore esiste. O forse sarebbe meglio dire che esiste una persona che noi chiamiamo "il Pastore" da quando eravamo piccoli, semplicemente perché ai tempi la sua mamma era solita confezionargli dei bellissimi gilerini di lana, che lui indossava a scuola con orgoglio. Il che lo faceva un po' pastorello e un po' Remì, ma tanto gli valse a cuccarsi il soprannome con cui in seguito sarebbe diventato famoso. Il Pastore, per usare una definizione tanto cara alla nostra prof d'Italiano del liceo, è il classico personaggio statico: negli anni non cambia. Da quando lo conosciamo noi, si è sempre esaltato per le cose più potenti. Aveva il Commodore, e passava il tempo a sperimentare l'efficacia di un nuovo turboloader. Aveva il motorino, e si è subito preoccupato di taroccarlo. Aveva la fidanzata, e se l'è sposata. Insomma, se non aveva la configurazione migliore non era contento. Diventò immediatamente un personaggio stabile nella fanza di BovaByte, quella scritta a mano prima del 1990. Ed era l'unico a offendersi per questo. Poi la svolta: un giorno ci disse "spengo il computer: da oggi per me esistono solo le ragazze". Poco male: restò la vittima predestinata dei nostri scherzi più infami. Finché non sparì dalla circolazione come lui solo sa fare, e di lui perdemmo le tracce quasi completamente.
Il bacillo dell'informatica, comunque, non risparmia mai chi ne è colpito: prima o poi c'è la ricaduta. E così un bel giorno ci ritelefona (dopo anni che non lo sentivamo) per comunicarci la NOTIZIONA: "Mi compro l'Amiga". Per farci che? Grafica, filmati,animazioni... Ok gli diciamo noi, la Commodore era già cotta, ma per quelli scopi si trattava ancora della scelta più economica, e così ci siamo subito sentiti nel dovere di consigliarlo in quel senso. Non l'avessimo mai fatto. Il suo A1200 si arricchì ben presto di una scheda acceleratrice con 68030, 8 MB di Fast Ram, disco fisso da 240 MB (un'esagerazione, per l'epoca) e monitor multisync. Con l'equivalente della spesa si comprava un Pentium 90 superaccessoriato. Non ci mise comunque troppo a "rimediare all'errore", il Pentium 90 arrivò nei primi mesi del '95, per essere sostituito alla fine dello stesso anno con un 166 prima, un 233 dopo, un Pentium Pro, un dual Pentium 2 e tanto, tanto hardware assolutamente spropositato costosissimo e fondamentalmente inutile.

3.1.1 E la configurazione che pubblicavate era veramente la sua?

Sì. E pure la frequenza degli aggiornamenti.

3.1.2 Ma davvero si è sposato?

Sì. Abbiamo anche pubblicato la foto su TGM...

3.1.3 Come mai avete smesso di pubblicarla?

Contrariamente a quanto può sembrare, i nostri contatti col vero Pastore si sono fatti molto più rari negli ultimi tempi, e come se non bastasse ha cambiato "fornitori": quelli di prima li conoscevamo, per cui potevamo sempre essere informati sulle "novità", ma quelli adottati in seguito restano per noi un mistero. Quando gli chiediamo che computer ha in casa adesso, glissa. Ufficialmente, si diverte a fare il misterioso, ma la teoria più accreditata consiste nel fatto che finalmente ha accanto qualcuno che lo tiene d’occhio, impedendogli di buttare via i suoi stipendi in hardware "più veloooceee".

3.2 Chi sono i personaggi che affollano le vostre pagine?

Tutti i personaggi che "scrivono" su BovaByte sono di fantasia, anche se alcuni sono liberamente ispirati a personaggi pubblici realmente esistenti. E' nostra norma, infatti, mettere alla berlina solo gli aspetti che tutti possono riscontrare e, più o meno, condividere. Contrariamente a quanto fanno altri umoristi, invece, non è nostra abitudine toccare la vita privata delle stesse persone, che consideriamo sacra e inviolabile in tutti i suoi aspetti. Le loro biografie sono oggetto di una serie di articoli destinata ad apparire sul sito nel giro di qualche settimana dalla sua apertura.

3.3 Chi sono i Banana Brothers?

I Banana Brothers sono il gruppo rock demenziale in cui ha cantato, per oltre due anni, Paolo Besser. Purtroppo della loro seppur vasta produzione non resta gran che, a parte un live in cui erano saliti sul palco in evidente stato di ebbrezza (e si sente!). La loro storia, così come il loro sito Internet, può essere reperita all’url bananabros.cjb.net. Alcune loro canzoni sono state inserite sul sito di Vitaminic, e altre seguiranno. In questo caso, ne verrà data notizia nelle news di BovaByte. Il gruppo, benché inattivo da più di un anno, non si è mai sciolto ufficialmente. E', per così dire, "congelato". Batterista, tastierista e cantante, però, sono soliti ritrovarsi in birreria la sera tardi, per bere vodka alla pesca, sparar ca***te e ridere come al solito. Da queste serate alcoliche nascono la maggior parte delle news di questo sito.

3.4 Esistono altri personaggi inventati?

Un’infinità. Ogni tanto sulle pagine di TGM ne appare uno nuovo, poi sparisce. E' il destino dei personaggi poco carismatici.

4. IL SITO

4.1 Perché c’è il sito di BovaByte?

Il sito di BovaByte era un’idea del 1999, ed è stato realizzato per la prima volta nell’estate del 2001, per essere lanciato in grande stile sulle pagine di TGM nell’ottobre dello stesso anno. L’idea iniziale era quella di offrire ai lettori di TGM, in particolare di quelli di BovaByte, un luogo sulla rete dove estendere la rubrica stessa e trasformarla in qualcosa di interattivo. Purtroppo, ci sono stati degli intoppi e il sito è rimase abbandonato a se stesso per qualche tempo, per poi rinascere alla grande sul server di TGMOnline con l’obiettivo di realizzare lo scopo per cui era stato originariamente concepito. Successivamente, TGM Online è stato poi abbandonato e ripreso più volte dai vari management che si sono susseguiti nella storia della rivista, con diversi cambi di linea editoriale che ci hanno spinto a occuparci unicamente dei forum "BovaByte + QI Zero" e "Bovas' Hard Café", salvo poi annullare anche questa presenza. Oggi il blog di BovaByte rinasce come entità a sé, del tutto indipendente dalla rivista.
4.2 Quali pagine avete mantenuto?
In breve: nessuna.
4.3 Che fine ha fatto BovaByte.com?
Il dominio è stato raccattato da qualche cyber-squatter dopo che, per problemi tecnici, l'email che avvisava della sua scadenza non è potuta giungere a destinazione. Questi signori, che naturalmente non c'entrano nulla con noi e non hanno alcun diritto intellettuale sul nome BovaByte, si sono successivamente proposti di restituircelo per la modica cifra di 2000 dollari. Va da sé che registrare BovaByte.net ci è costato molto meno. Nessuno dei servizi attivi sul vecchio dominio è sopravvissuto, ma data l'età e l'obsolescenza tecnologica dei medesimi (tutta roba che risale agli anni Novanta), riteniamo improbabile che ancora qualculo li utilizzasse.

4.4 Dov’è finita la pagina ufficiale del Pastore?
Non c’è più, ma "la possiamo ricostruire".

4.5 E la campagna di certificazione Bada Enhanced?

Quella E' a tutti gli effetti abbandonata a se stessa. Non vi E' al momento alcun legame ufficiale tra la medesima e la Xenia Edizioni, e non sono previsti al momento progetti di alcun tipo per rivitalizzarla. Chi ha ancora il bollino può linkarlo all’indirizzo http://bada.cjb.net. In ogni caso, decliniamo qualsiasi tipo di responsabilità per i contenuti dei cosiddetti "siti Bada Enhanced". Ha fatto il suo tempo, insomma.

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