1/24/2015
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Proprio l'altra sera è andato in onda, su Striscia la Notizia, un filmato che riguarda il mondo dei videogiochi. Caso strano e originale, si è parlato di giochi violenti citando il sempreverde GTA e stupendosi, se ce ne fosse ancora bisogno, che in Italia non esista ancora una regolamentazione in merito. Certo, ha osservato anche Striscia, c'è il PEGI, ma si tratta solo di un sistema di rating che non costituisce un vero divieto di vendita, ma solo un'età "consigliata" per giocare. Il servizio, in ogni caso, sfoderava le solite armi a cui la trasmissione ci ha abituati: un pippone introduttivo con alcune sequenze di GTA V - offuscate, chissà perché, quando solo cinque minuti dopo sono andate in onda due tette in carne e ossa - a cui è seguita la consueta visita "a telecamere nascoste" ad almeno tre negozianti diversi, in cui una finta minorenne è "riuscita" a farsi vendere altrettante copie del gioco, nonostante il presunto "divieto" ai minori di 18 anni. Scandalo! Accorruomo! Ma quelle tre povere commesse non hanno commesso nessun tipo di reato, vista per l'appunto la natura "informativa" e non legale del PEGI. Noi Bovas siamo sempre stati molto sensibili su tematiche come i divieti e le età consigliate, fin da quando avevamo i brufoli e potevamo scorgere le occhiate pesanti dell'edicolante, quando nascondevamo un giornaletto porno dentro il Giornale o il Manifesto immediatamente dopo l'acquisto ("poveretti - gli si leggeva chiaramente in faccia - sono così giovani e già leggono quel quotidiano!"), e in merito al PEGI manteniamo sempre la stessa posizione: dovrebbe essere legalmente riconosciuto, ma anche più semplice da interpretare. Già, perché capire il significato di quegli strani geroglifici che le software house si ostinano a piazzare sulle confezioni, almeno a giudicare dagli articoli di giornale che tuttora appaiono sulla stampa generalista, deve essere proprio difficile, se il giornalista medio non ci riesce! Così ecco un pratico vademecum di Noi Bovas, apparso nell'agosto del 2009 su TGM, che spiega chiaramente cosa vogliono dire. E poi non dite che non siamo socialmente utili a nessuno!

Presenza di fumetti
All'interno del gioco sono presenti i personaggi dei fumetti, o appaiono dei fumetti, o il gioco è tratto dai fumetti. In ogni caso, i fumetti alle volte possono contenere chiocciole e stelline.



Modalità di somministrazione
Il CD del gioco va triturato e sminuzzato in un frullatore, quindi va somministrato al giocatore per via endovenosa, facendo uso di una comune siringa. Ma è meglio chiamare un'infermiera.



Troppi bug
Il gioco è in realtà una beta e non è stato testato approfonditamente, per cui è pieno di bug che vi faranno imbestialire. È inutile che rompiate le scatole al produttore: non l'avete visto il bollino?



Governato dal caso
Qualunque cosa facciate con mouse e tastiera sarà inutile: nel gioco il vostro destino è stabilito unicamente dalla sorte. Per cui smettetela di arrabbiarvi e sappiate che se siete morti c'è un perché.



Protezioni assurde
Il gioco contiene algoritmi di protezione che richiedono l'attivazione on line, il controllo del CD e quello dei vostri esami del sangue. Ovviamente, le copie pirata non ce l'hanno e funzionano subito.



Gioco di società
Per poter apprezzare al meglio questo gioco, occorre che partecipino alla partita un numero minimo di giocatori specificato nel bollino. In questo caso sono 12, ma potrebbero essere anche 3, 4, 7 o 18.



Simboli strani
Il gioco contiene rune, geroglifici di dubbia provenienza, simboli settari o cerchi nel grano. È per tanto richiesta la presenza di Roberto Giacobbo che ne farà una puntata di Voyager. O un libro.



Idee comuniste
Il gioco sostiene o invita a organizzare manifestazioni studentesche, movimenti di protesta, assemblee autogestite e picchetti. Quindi forza, alzate il pugno e muovetevi da quella poltrona!



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