2/10/2015
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Questo lo pubblicammo nell'estate del '92.

Incredibile! La Atari non si accontenta del fantomatico Jaguar, ma sta già pensando a un nuovo fantasmagorico sistema casalingo in grado di surclassare qualsiasi macchina concorrente. Il mostruoso progetto si avvale di un processore centrale a 129 bit (128 + uno residuo) e la sua versatilità consisterà soprattutto nel rivoluzionario linguaggio di programmazione: il LEA (non si sa di preciso il significato di questa sigla, ma pare oscilli tra "Leading Electronic Aknowledgement" e "Lanza È Assennato" NdP). Ma piantiamola subito con le ciarle inutili e andiamo ad intervistarne il creatore, Lloyd Nicelife Jr.

Qui è Paolone che vi parla da Copacabana, dove mi sono recato per fare quattro chiacchiere con il fantomatico creatore del fantastico linguaggio di programmazione sviluppato per Atari. Lloyd ci riceve nella sua spiaggia personale attorniato da venti ragazze in bikini (qualcuna anche senza) e da uno stuolo di ammiratori e servitori vari. Non è facile superare questa selva selvaggia (ah, che splendida figura retorico-stilistica!), ma finalmente sono riuscito a raggiungerlo uccidendo qualcuno di qua e di là.

P: Ingegner Nicelife, ci dica, come funziona il LEA?
L: Per favore. mi chiami semplicemente Lloyd perché sa, nonostante abbia un carnet pieno di appuntamenti con le modelle più in vista di Playboy e Penthouse, nonostante debba pranzare proprio oggi con Agnelli. possegga due Lamborghini (ho sempre considerato le Ferrar' delle utilitarie per proletari) e mi sposti esclusivamente con l'elicottero, sono una persona semplice e modesta...
P: D'accordo, Lloyd. come funziona il LEA?
L: E' semplice. come lei sa. il linguaggio macchina consiste in sequenze di "uni" e "zeri" che vengono tradotti da processore in impulsi elettrici. Ebbene, il LEA bypassa questa fase di traduzione e salta agli impulsi direttamente.
P: D'accordo, così sarà più veloce, ma come fa un programmatore ad inserire degli impulsi elettrici?
L: Ovviamente sarà anche disponibile un sistema di sviluppo che si incarichi di una primordiale traduzione del linguaggio macchina nel LEA, quantunque la cartuccia finale utilizzata dal sistema IATTU conterrà solo impulsi elettrici.
P: Ma tutto ciò è impossibile!! Lei mi sta prendendo in giro, dica la verità!
L: Caro mio. io non ho certo studiato tutti questi anni un sistema così complesso per poi sentirmi dire che non è possibile! Secondo lei, una personalità grandiosa del passato come Leonardo da Vinci, avrebbe potuto ritenere possibili macchine tanto semplici come radio e televisori? Voi miseri mortali siete abituati a ciò che il presente vi offre e rifiutate in blocco tutte le innovazioni che il progresso scientifico vi mette di fronte!
P: Già, è vero, mi scusi. Tuttavia, vorrei chiederle qualcosa di più personale: ma lei da quanto tempo lavora per Atari?
L: Dal 1981, quando avevo solo 23 anni e mi ero appena laureato con 112 e lode in elettronica, fisica nucleare, telecomunicazioni, economia e commercio, lingue e scienze politiche. Mi ero appena stabilito a Copacabana per riprendermi dalle fatiche degli studi ed immergermi seriamente in questo progetto che finalmente, e solo oggi, sono riuscito a portare a compimento.
P: Ma allora lei ha 34 anni. pensi che mi ero stupito nel vederla tanto giovane, davvero, ne dimostra 20 al massimo...
L: Eh, sa, io ho sempre curato il mio aspetto fisico per mantenerlo perfetto. ed assurgere così alle vette più elevate del fascino e della classe. (Tira fuori un papiro lungo come la carta igienica Scottex, 10 piani di morbidezza NdP) Vede? Questi sono i miei appuntamenti per questa settimana con le più rinomate Top Model... lo faccio tanta palestra, moltissimo sport, mi reco alla sauna regolarmente e mi dedico ad hobby minori come il Golf, il Crickett e gli appuntamenti mondani con l'alta società.
: Accidenti. chissà cosa le costa un tenore di vita così alto...
L: Bhé, a dire il vero io non spendo manco una lira... paga tutto l'Atari
P: Ah. Ecco perché anni fa rischiava il fallimento. Vuole dire qualcos'altro ai nostri lettori?
L: La classe, amici, qualsiasi cosa facciate, ricordatevi di avere classe. Per il momento posso solo lasciarvi una mia foto autografata. Fatene buon uso, mi raccomando. Bene, e questo è tutto. BovaByte vi lascia in attesa di trovare qualche altro interessante e poliedrico personaggio da intervistare. Buon divertimento.

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